Eco-fashion, una moda all’insegna del riciclo

In un’epoca in cui lusso e spreco vanno di pari passo, c’è chi è ancora disposto a scommettere su una moda all’insegna del riciclo. L’idea è quella di promuovere e sviluppare una tendenza capace di coniugare il gusto estetico all’eco sostenibilità, offrendo al pubblico prodotti sempre più originali ed esclusivi. E proprio in quello che l’ONU ha proclamato l’Anno Internazionale della Biodiversità, una schiera di stilisti, designer e creativi ha smosso la propria green consciousness facendo del riciclo una professione e della eco-fashion uno stile di vita.

Unendo la sua passione al rispetto per l’ambiente, il “cuore diviso tra natura e creatività” Ilaria Venturini Fendi ha dato vita a Carmina Campus, una bottega di lavoro che servendosi di materiali di scarto realizza borse, accessori ed elementi di arredo e design unici e divertenti, la cui storia è riportata su piccoli cartellini scritti a mano che indicano l’origine dei materiali utilizzati, le ore impiegate per la realizzazione e il numero di archivio.

La pensa come Ilaria anche la stilista messicana Olga Abadi che, ispirandosi all’ antica tecnica dell’intreccio dei Maya, ha creato per la Mercedes-Benz una linea di borse e pochette utilizzando i vecchi cataloghi della casa automobilistica tedesca e gli scarti di pellame impiegati per la fabbricazione degli interni delle sue automobili.

Altro personaggio attento al riciclo, ma questa volta sul fronte del design, è Frank Willems che dopo aver recuperato vecchi materassi e resti di sedie, ha realizzato le Rubens Collection, una linea di sedute, tavolini e puff ultra soffici, rivestiti in gomma colorata, ognuno diverso dall’altro.

Riciclare, quindi, per amore dell’ambiente e dell’economia, dando sfogo alla propria fantasia e creatività, proprio come hanno fatto i creatori di Isola della moda, uno show room nato nel 2004 nel cuore di Milano che per dimostrare che un’altra moda è possibile ha messo in piedi uno spazio espositivo che oggi ospita le creazioni di designer emergenti e stilisti visionari attenti al consumo. Perché come diceva Lavoiser: nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma.

6 commenti

  1. Felicita
    27/08/2010

    che articolo interessante, complimenti! sembra uno di quelli che si leggono sulle riviste :-) e bella anche la grafica, molto elegante

    • Demetra Dossi
      27/08/2010

      Grazie mille Felicita, mi fa piacere che l’articolo ti piaccia :D

  2. Futura
    27/08/2010

    Brava Demetra! Da quando seguo il tuo blog ho sempre trovato bei pezzi sulla moda, ma anche un aperto e critico sguardo al mondo…mi piace la tua attenzione alle proposte di riclico, oppure il pensiero alla cosmesi naturale, come il tuo NO al pelo rivolto alle nuove -ma anche no- tendenze modaiole di questo inverno, inutile dirti ke sono pienamente d’accordo con te! Insomma volevo farti i complimenti e direi ke sei ufficialmente la mia blogger preferita! :D

    Bacio.

    • Demetra Dossi
      27/08/2010

      @Futura Grazie mille! Sei davvero gentile :-) Molto spesso quando si parla di eco fashion le persone tendono a storcere il naso pensando a capi e accessori di scarsa qualità e soprattutto orribili. Invece, come dimostra questo articolo, ci sono stilisti che hanno deciso di basare la loro professione su questa causa e hanno creato – e continuano a creare – prodotti originali e glam.

  3. Giorgia
    27/08/2010

    interessante qst articolo … e ora si sta cercando sempre più di riutilizzare gli ” scarti” per creare qlk di nuovo!
    volevo farti anche i complimenti per la nuova grafica… veramente bella.

    • Demetra Dossi
      27/08/2010

      Già :-) Io ho iniziato a sposare la causa del riciclo ricavando da un vecchio paio di jeans che non utilizzavo più un paio di shorts. Ci credi se ti dico che sono i pantaloncini più carini che abbia mai avuto? Li ho sfruttati un sacco in questi tre mesi.
      Grazie mille per i complimenti ^^

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